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2 - i divieti nel Pnat: dal DPR 22/7/96

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2 - i divieti nel Pnat: dal DPR 22/7/96

Messaggio  Visir il Lun Set 01, 2008 6:53 pm

Direttamente dal sito del Pnat - http://www.islepark.it/

D.P.R. 22/7/96 art. 3 “Divieti generali”

Nell’ambito del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano sono vietate le seguenti attività,
fatte salve le utilizzazioni del territorio medesimo per esigenze di carattere militare e quelle attività legate alla funzionalità del servizio fari e del segnalamento marittimo:

- la cattura, l’uccisione, il danneggiamento ed il disturbo della fauna selvatica,
ad eccezione di quanto eseguito per fini di ricerca e di studio, previa autorizzazione dell’Ente Parco;
- la raccolta ed il danneggiamento della flora
spontanea, ad eccezione di quanto eseguito per fini di ricerca e di studio, previa autorizzazione dell’Ente Parco; sono peraltro consentiti, anche in attuazione dell’art. 6, comma 1, lettera b), della legge 23 agosto 1993, n. 352, il pascolo e la raccolta funghi, tartufi ed altri prodotti del sottobosco, nel rispetto delle vigenti normative, degli usi civici e consuetudini locali;
- l’introduzione in ambiente naturale non recintato di specie e popolazioni estranee alla flora ed alla fauna autoctona;(...) il prelievo di materiali di rilevante interesse geologico e paleontologico, ad eccezione di quello eseguito, per fini di ricerca e di studio, previa autorizzazione dell’Ente Parco;
- l’apertura in nuovi siti di cave, miniere e discariche escluse le discariche per rifiuti solidi urbani ed inerti;
- l’introduzione da parte di privati, di armi, esplosivi e di qualsiasi mezzo di distruzione e cattura, se non autorizzata;
- il campeggio al di fuori delle aree destinate a tale scopo ed appositamente attrezzate; è consentito il campeggio temporaneo appositamente autorizzato in base alla normativa vigente;
- il sorvolo non autorizzato dalle competenti autorità secondo quanto espressamente regolamentato dalle leggi sulla disciplina del volo; il transito dei mezzi motorizzati fuori dalle strade statali, provinciali, comunali, vicinali gravate dai servizi di pubblico passaggio, e private, fatta eccezione per i mezzi di servizio e per le attività
agro-silvo-pastorali;
- la costruzione nelle zone agricole di qualsiasi tipo di recinzione, ad eccezione di quelle necessarie alla sicurezza delle abitazioni, degli impianti tecnologici e di quelle accessorie alle attività agro-silvo-pastorali, purché realizzate secondo tipologie e materiali
tradizionali, e delle delimitazioni temporanee a protezione delle attività zootecniche;
.........

PESCA A Capraia, Gorgona e Giannutri:
e' VIETATA la pesca,
sia professionale che sportiva, con qualunque mezzo esercitata, salvo quanto disposto dall’Ente Parco per i soli residenti nonché per i proprietari di abitazioni muniti di autorizzazione dell’Ente Parco; è comunque fatto divieto di esercitare la pesca subacquea e la pesca a strascico; è peraltro consentita ai soli cittadini residenti o
proprietari di abitazioni nel comune di Capraia Isola la pesca professionale esercitata con le nasse, con il palamito con un numero di ami non superiore ai 250, con la lenza e con il bolentino, previa autorizzazione rilasciata dall’Ente Parco; ai soli pescatori professionisti residenti nel comune di Capraia Isola è consentita la pesca con tre reti al tramaglio di 350 metri cadauna, previa autorizzazione rilasciata dall’Ente Parco; ai soli cittadini residenti o proprietari di abitazioni nel comune di Capraia Isola è consentita
altresì la pesca sportiva con lenza, bolentino e con il palamito con un numero di ami non superiore a 70, previa autorizzazione rilasciata dall’Ente Parco.

D.P.R. 22/7/96 art. 4 “Divieti in zona 1”

In zona 1 l’ambiente naturale è conservato nella sua integrità. Pertanto sono vietate tutte le attività che ne determinino in qualsiasi modo l’alterazione e vigono i seguenti ulteriori divieti, fatte salve le utilizzazioni del territorio medesimo per esigenze di carattere militare e quelle attività legate alla funzionalità del servizio fari e del segnalamento marittimo:

- l’accesso dei visitatori nelle aree terrestri e marine, salvo quanto disposto dall’Ente Parco;
- la pesca, sia professionale che sportiva, con qualunque mezzo esercitata;
- l’immersione con apparecchi autorespiratori, fatte salve le immersioni
autorizzate dall’ente parco per finalità di ricerca scientifica e per
attività cine-fotografiche;
- l’alterazione, diretta o indiretta, dell’ambiente bentonico e delle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche delle acque, nonché l’immissione di rifiuti e di sostanze
tossiche ed inquinanti;
- la navigazione, l’accesso, la sosta e l’ancoraggio di navi, imbarcazioni e natanti di qualsiasi genere e tipo salvo quanto disposto dall’Ente Parco per i soli residenti e per i
proprietari di abitazioni nelle isole di Capraia, Gorgona e Giannutri muniti di autorizzazione dell’Ente Parco e per motivi di servizio;
- la balneazione nell’isola di Montecristo.

D.P.R. 22/7/96 art. 5 “Regime autorizzativo generale”

Su tutto il territorio del Parco nazionale dell’arcipelago toscano, non ricadente in zona 1, salvo quanto disposto dai precedenti artt. 3 e 4:
sono fatte salve le previsioni contenute negli strumenti urbanistici e territoriali vigenti;
sono sottoposti ad autorizzazione dell’ente parco:

- i nuovi strumenti urbanistici generali e quelli non ancora definitivamente approvati alla data di entrata in vigore del presente decreto;
- le eventuali varianti, totali o parziali, agli strumenti urbanistici generali vigenti, non definitivamente approvate alla data di entrata in vigore del presente decreto;
- i piani attuativi relativi alle zone territoriali omogenee “C”, “D” ed “F”, o ad esse
assimilabili, di cui al decreto ministeriale 2 aprile 1968, non definitivamente approvati e quelli per i quali, pur in presenza dell’approvazione definitiva alla data di emanazione del presente decreto, non si sia ancora proceduto all’avvio dei lavori per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria o di singoli insediamenti.

Sono altresì sottoposti ad autorizzazione dell’ente parco, i nuovi interventi di rilevante trasformazione del territorio, per i quali, alla data di entrata in vigore delle presenti
norme, non sia stato effettuato l’inizio dei lavori:

- opere di mobilità, e in particolare: tracciati stradali o le modifiche di quelle
esistenti, ferrovie, filovie, impianti a fune ed aviosuperfici;
- opere fluviali comprese le opere che comportano modifiche del regime delle acque ai fini della sicurezza delle popolazioni;
- opere tecnologiche: elettrodotti con esclusione delle opere necessarie all’elettrificazione rurale, gasdotti con esclusione delle reti di distribuzione, derivazioni, acquedotti con esclusione delle reti di distribuzione, derivazioni, depuratori, ripetitori, captazioni ed adduzioni idriche;
- opere di trasformazione e bonifica agraria;
- piani economico-forestali, nonché l’apertura di nuove piste forestali; coltivazioni di cave e miniere;
- realizzazione di bacini idrici e centrali idroelettriche;
- impianti per allevamenti intensivi ed impianti di stoccaggio agricolo,
così come definiti dalla normativa vigente nazionale e comunitaria;
- apertura di discariche per rifiuti solidi urbani e per inerti, nel rispetto delle normative vigenti;
- la realizzazione di nuovi edifici ed il cambio di destinazione d’uso per quelli esistenti, all’interno delle zone territoriali omogenee “E”, di cui al decreto ministeriale 2 aprile 1968, con esclusione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro
conservativo e di risanamento igienico-edilizio, così come definiti alle lettere a), b), c) dell’art. 31 della legge n. 457 del 1978 e degli ampliamenti edilizi effettuati nel rispetto e nei limiti degli strumenti urbanistici vigenti.

Per gli interventi di rilevante trasformazione del territorio, che siano in corso d’opera alla data di entrata in vigore del presente decreto, i soggetti titolari delle opere
trasmettono all’Ente di gestione, entro e non oltre trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, secondo quanto disposto al successivo art. 6, l’elenco delle opere accompagnato da una relazione dettagliata sullo stato dei lavori e contenente l’indicazione del luogo ove sono depositati i relativi progetti esecutivi. In caso di mancata
comunicazione delle informazioni di cui sopra, l’Ente di gestione provvederà ad ordinare, in via cautelativa, la sospensione dei lavori.

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Che cosa c'é da aspettarsi da chi come me non sa adeguarsi a sette, mafiette, etichette? Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi. Godo se penso all'amaro che mastica chi pronostica la fine della mia vitalità..
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