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Mantovani-Lucchesi-Tiberto, ottobre 2008

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Mantovani-Lucchesi-Tiberto, ottobre 2008

Messaggio  Visir il Mar Nov 04, 2008 1:29 pm

Il 16 ottobre, scrive Marco Mantovani su TEnews:

SCRIVIAMO AL MINISTRO: PARCO INCOMPATIBILE CON NOI
Tenews ha effettuato un sondaggio e il dato emerso è chiaro: gli elbani vogliono il Comune Unico. Lo scopo di un governo unitario non è solo quello di tagliare una marea di enti e poltrone inutili che vivono di tasse e oneri di urbanizzazione, ma è soprattutto quello di dare una guida di qualità a questa isola in grado di confrontarsi in modo autorevole con il continente, anche per ottenere leggi e finanziamenti ad hoc.

Gli elbani vogliono un solo sindaco ed una giunta che si assuma la chiara ed assoluta responsabilità della gestione di tutto il territorio, rappresentando in modo paritario le necessità delle otto frazioni con relativi municipi. Oggi in questo guazzabuglio di enti dove la colpa è sempre di qualcun altro, si mimetizzano facilmente non solo gli sprechi e i ritardi, ma anche le decisioni "meno illuminate" (vedi Peep e cementificazioni varie) i cui danni coinvolgono l’intera isola.

Tutto questo è testimoniato sia dalle lettere di tanti cittadini sia dal lavoro di associazioni come Arcipelago Libero ed Elba 2000, che mi sembrano più vicine alla gente di molte forze politiche nazionali. Ma a proposito di "Nazionale", io credo che l’idea di governo autonomo e unitario dell'Elba sia in netto contrasto con un Parco, imposto ai residenti, governato dall’esterno e che occupa la maggior parte del territorio.

Credo che sia venuto il momento di cominciare a dichiarare apertamente l’incompatibilità del Parco Nazionale con la nostra realtà insulare, prendendo carta e penna e trasmettendo il nostro dissenso alla sede opportuna: MINISTRO STEFANIA PRESTIGIACOMO, MINISTERO DELL’AMBIENTE, via Cristoforo Colombo 44, 00147 ROMA; anche via fax 06 57288513, oppure via mail alla sua segreteria: mignosa.livia@minambiente.it,oppure, campisi.manuela@minambiente.it

Credetemi, anche a Roma si rendono conto del fatto che questo costosissimo Parco, istituito più di 10 anni fa contro la volontà della gente, è oggi superato da esigenze più attuali. E’ venuto il momento di riprendere la gestione del nostro territorio, nel rispetto della natura e dei suoi equilibri, ma senza divieti inutili. Abbiamo diritto a un Parco vero, curato con passione e competenza da chi vive in questi luoghi e li ama da sempre.


Il 19 ottobre, risponde l'On. Pino Lucchesi:

IL COMUNE UNICO? UN'UTOPIA, PENSIAMO A PARCO E AMP
Ho già avuto modo di esprimere la mia opinione sulla storia del Comune unico. Credo sia una utopia, allo stato delle cose e che sarebbe meglio esercitarsi per altri obbiettivi e finalità.

Mi dispiace perciò di dover marcare un doppio dissenso dalle tesi del signor Mantovani del quale, in altre occasioni, ho potuto apprezzare intelligenza ed intuito (oltre al suo impegno ed all’attaccamento che dimostra per la nostra terra). Il secondo punto di dissenso riguarda la sua idea della inutilità, anzi della dannosità del Parco, accompagnata dalla sollecitazione a segnalare tale posizione al ministro Prestigiacomo, vellicando istinti repressi e situazioni rancorose risalenti ad una polemica anch’essa sbagliata: quella che caratterizzò la istituzione del nuovo organismo, sbagliata perché impostata su posizioni campanilistiche e culturalmente arretrate.

Come è noto, io non appartengo al movimento verde nè mi riconosco in illogiche posizioni conservazionistiche ma ho maturato negli anni, anche in riferimento agli incarichi che mi sono stati affidati, ed ad una vasta conoscenza di situazioni italiane, europee e mondiali, il convincimento che i parchi rappresentino sempre una opportunità. Sempre ma a condizione che non manchino quelle doti dell’umano operare che passano sotto le voci di buon senso, buone attitudini, equilibrio, fantasia e coraggio. Non è un caso – è notizia di questi ultimi giorni- che anche la lontana Cina stia istituendo le sue prime aree protette. Detto per inciso – tanto per richiamare la storia delle necessarie attività unificanti - il Parco può rappresentare una ottima occasione, certo su materie specifiche, per adottare scelte condivise ed utili.

Tornando a noi io credo, inoltre, che dobbiamo sempre mettere nel conto l’obbligo di conservare al meglio quanto la Provvidenza di Dio ci ha assegnato. Già troppe manomissioni ci sono state sul nostro territorio non per l’esistenza di otto comuni ma per ingordigia e mancanza di vincoli, per pensare che si possa proseguire allegramente cementificando e manomettendo, come sembra voler fare la “progressista” Amministrazione di Portoferraio con la Gattaia, il nuovo waterfront, e questa idea balzana di legare la parte nuova della Città con la Città ”perfetta” di Cosimo, con la Città eccellente essa stessa spesso manomessa.

Oppure - come emergeva da un Convegno proprio di questi giorni - pensare al ruolo che parchi ed aree marine protette (da istituire il prima posssibile, per favore!) hanno avuto e stanno avendo per la conservazione della biodiversità e delle specie. Se quel laghetto che si chiama Mare Mediterraneo non ha avuto quel degrado catastrofico ch molti avevano ipotizzato qualche anni fa, si deve proprio alla esistenza di questi angoli protetti, senza i quali alcune specie sarebbero già del tutto scomparse, di queste nursery capaci in pochi anni di riportare il proprio livello ecologico a 50-60 anni fa.

Ma io voglio dimostrare anche un’altra cosa, applicata principalmente ai parchi: che zone ambientalmente salvagurdate possono essere anche produttive dal punto di vista economico e sociale. Ma si è mai pensato, ad esempio, ad un serio progetto di turismo scolastico, una vera panacea per dilatare la stagione? Si è mai pensato, come in altre cento situazioni, in Italia e fuori, ad un sistema di cooperative impegnate sul tema dei prodotti tipici? Naturalmente ci vogliono cuore, sensibilità, conoscenza della storia e delle persone, equilibrio e, appunto, buon senso. Chi manca di questi requisiti difficilmente potrà far bene.




Ultima modifica di Visir il Mar Nov 04, 2008 1:58 pm, modificato 1 volta

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Re: Mantovani-Lucchesi-Tiberto, ottobre 2008

Messaggio  Visir il Mar Nov 04, 2008 1:33 pm

una risposta mi è sembrata doverosa.... e quindi, il giorno dopo, replico, sempre su TEnews:

"SE LA BUROCRAZIA E' NEMICA DI AMBIENTE E SVILUPPO"
Pino Lucchesi, come tutti i politici, pretende di dare lezioni di teoria in un momento storico in cui qualunque Cittadino ha ben capito che la pratica val più della grammatica. E’ normale che per chi vive di politica e dintorni sia utopistico rinunciare alla lottizzazione di prebende e potere spicciolo che la conservazione di otto mini-comuni garantisce da sempre. Ancor più se l’innegabile necessità di coesione su temi basilari come Turismo, Sanità, Istruzione, Trasporti o Ambiente porta alla conservazione o all’ampliamento di altri redditizi poltronifici, dalla CM al Parco, dall’Apt all’Autorità portuale. Il tutto, sotto le sempre incombenti spade di Damocle di Regione e Provincia, della Soprintendenza, dei vari ministeri.

La richiesta di Mantovani è largamente condivisa, e questo lo sanno bene tutti, perciò la attaccano, o meglio, la snobbano bollandola come chimera. Accorpare tutte queste fonti di sprechi e divisione per dar vita ad un unico organismo liberamente eletto e direttamente sottoposto al controllo degli elbani che, dove possibile, gestisca direttamente le problematiche locali e dove ci si deve confrontare con altri abbia la forza di far sentire la sua voce con concreta autorevolezza.

Idea semplice, concreta, produttiva. Ma come ho detto, a qualcuno non conviene. E allora, da una parte si dà via libera alle tanto incomprensibili quanto poco interessanti disquisizioni formali su Comunità dell’Arcipelago o Unione dei Comuni, e dall’altra si procede alla lapidaria liquidazione di qualunque ipotesi unificatrice: “bell’idea, ma tanto è un’utopia..”. Le utopie, in Democrazia, non dovrebbero esistere. Se i Cittadini vogliono una cosa, dovrebbero poterla ottenere e basta. I limiti sono segnati solo dalla Costituzione, e se del caso anche quella può essere modificata, non certo dalle esigenze dei politicanti.

Ma veniamo a Parchi e amp Gli stessi politicanti di cui sopra, e non ci sono possibilità di smentita, hanno molto più a cuore la difesa delle lobby che non quella dell’ambiente. Non si difende il mare interdendo alla balneazione qualche fazzoletto di costa e contemporaneamente dando via libera allo scarrozzamento di bettoline fangose e vecchie carrette oleose. Se si incentiva la continua costruzione di porti destinati ad accogliere migliaia di barche, vietare alla navigazione qualche metro di costa serve solo a ritrovarsele accatastate nella cala a fianco.

Se prima si finanziano i mega pescherecci per la pesca al tonno, e poi ci si accorge che, guarda caso, i tonni scompaiono, a poco serve costringere chi legalmente pesca coi palamiti a rigettare in mare un occasionale tonno, peraltro generalmente morto. Se si istituisce il Santuario dei Cetacei, senza però che ci sia un solo vincolo reale a tutela di balene e delfini, la salvaguardia è a favore dei mammiferi marini, o piuttosto è utile solo a quei mammiferi terrestri che usufruiscono di ricchi finanziamenti e consulenze ben pagate?

Per difendere il mare serve una svolta che porti al disinquinamento e alla regolamentazione della pesca industriale secondo una logica di gestione delle risorse e non di puro prelievo indiscriminato.
Serve che il fermo biologico sia attuato in base ai periodi riproduttivi delle singole specie, tenendo conto delle variabili geografiche e climatiche. Serve che le indubbiamente utili “nursery”, come ad esempio Pianosa, siano davvero protette dalle paranze, magari anche con quelle “barriere antistrascico” che, naturalmente, sono vietatissime nelle amp. O che l’altrettanto vietato “ripopolamento attivo” delle stesse zone di tutela diventi prassi comune, come accade nei Paesi civili….

Ma evidentemente Lucchesi, che pure queste cose dovrebbe saperle benissimo, preferisce farci credere che ci sono specie che senza amp sarebbero estinte. Bene, me ne citi una sola, e gli offro volentieri una cena…. (in Italia, le foche monache greche non valgono..). O mi dimostri che il divieto di caccia nel Parco ha portato ad un aumento della biodiversità e non alla monocultura del cinghiale.

E se poi a Lucchesi non piacciono le proposte utopiche, che almeno ci risparmi la propaganda demagogica: il turismo scolastico è certamente interessante, ma definirlo “panacea” significa far finta di non sapere che un albergo che ospita una gita scolastica incassa al massimo 25 euro per la pensione completa, e che a metà maggio si ritrova la struttura inevitabilmente semidistrutta dalla comprensibile esuberanza giovanile.

Ciononostante, può essere per qualcuno un minimo palliativo per il fuori stagione… ma i soldi delle famiglie non sono illimitati, e la concorrenza non sta a guardare. Sa Lucchesi quanti posti naturalisticamente più interessanti dell’Elba esistono nella sola Toscana? Ancor più se Pianosa e Montecristo restano perennemente fuori dal gioco, grazie ai pastrocchi politico-burocratici di chi dovrebbe gestire una possibilissima fruibilità turistico-culturale assolutamente ecocompatibile.

Aggiungiamoci che le gite, ormai, le scelgono i ragazzi…E la presenza di una bella megadiscoteca attrae (ahimé..) assai di più che non il possibile incontro con una Sterpazzola o un Tarantolino. Quanto ai prodotti tipici, in un’isola dove la pastorizia è morta, l’allevamento inesistente e l’agricoltura limitata a pochi vigneti e a qualche ulivo soffocati dai vincoli di Parco e ZPS a monte e dal cemento dei Peep a valle…. non resta che sperare che qualche raffinato buongustaio apprezzi il paté di Cornacchia pianosina che sembra essere la sola risorsa disponibile nell’immediato futuro.

Yuri Tiberto



.. e anche Marco, il giorno dopo, dice ovviamente la sua:


FACCIAMO UN REFERENDUM SU COMUNE UNICO E PARCO
Gentilissimo dottor Lucchesi,
Le ha già risposto il signor Tiberto di cui ho apprezzato ogni parola. Mi sembra giusto replicare anche personalmente. Lei ha scritto, che io sono “culturalmente arretrato “e che sto “vellicando istinti repressi e situazioni rancorose".

La prima e unica volta in cui ci siamo incontrati mi è sembrato una persona educata e ricordo che mi chiese come mai non entravo in politica. Vede dottor Lucchesi io sono cresciuto secondo un semplice principio: "Prega e lavora". I lavoratori però negli ultimi anni sono diventati una rarità, mentre invece sono aumentati sia i “capitalisti" (maghi della finanza creativa per i quali bastano i soldi per produrre ricchezza), sia i politici.

Oggi i politici sono diventati una Casta così numerosa, costosa e lontana dalla gente, da aver dimenticato di essere mantenuti da quei pochi, che ancora in Italia lavorano, e che loro stessi dovrebbero tutelare. Oggi un qualunque lavoratore dipendente o autonomo paga allo stato il doppio di quanto prende.

Se alle tasse sui redditi aggiungiamo poi: Iva, Ici, tasse sui carburanti e tantissime altre tra cui l’ultima sulla “bonifica” (serve creatività anche per fare nuove tasse), comprendiamo il carico che grava sulle spalle di tutti i cittadini.

La cosa più assurda è l’inclinazione dei politici a nominarne degli altri che a loro volta creano nuovi Enti per controllare ancora più potere. L’ambiente è un argomento che sta a cuore a tutti, ed è per questo che i politici nel nome della natura sono riusciti a fare le peggiori mostruosità.

Le faccio una domanda: in questi 10 anni in cui il Parco nazionale è costato delle cifre colossali, mi dice quali giovamenti concreti ci sono stati per la natura della nostra isola? Io non ne vedo alcuno ma posso invece elencarLe una grossa quantità di danni, fatti dal Parco!

Adesso poi si parla di aree marine ed è giusto, ma noi siamo contrari a nuovi baracconi politici; in primo luogo basterebbe vietare nell’arcipelago alcuni tipi di pesca professionale (come ad esempio la pesca a strascico o le reti derivanti) e far funzionare i depuratori.

Guardi singor Lucchesi che all’Elba un Parco lo vogliono tutti, anche a mare, ma non vogliono farlo gestire a gente inviata da qualche palazzo. Se il nostro Parco non fosse nazionale, ma fosse gestito dai cittadini residenti, sarebbe benvoluto e funzionerebbe, non solo per la tutela dell’ambiente ma anche per lo sviluppo turistico, e non certo per portare le scolaresche come lei ci suggerisce.

Lei dottor Lucchesi è un politico ed è anche il presidente del Cenis (Centro nazionale iniziative sociali), se vuole fare qualcosa di socialmente utile perché non promuovere un referendum all’Elba, su Comune unico e Parco nazionale? O forse lei pensa che, non solo io, ma tutti gli elbani siano “culturalmente arretrati” e non possano decidere sul loro futuro?




Marco Mantovani, foto da www.tenews.it


Ultima modifica di Visir il Mar Nov 04, 2008 2:01 pm, modificato 1 volta

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Re: Mantovani-Lucchesi-Tiberto, ottobre 2008

Messaggio  Visir il Mar Nov 04, 2008 1:42 pm

... e a questo punto, il nostro amico Onorevole (ex, ma dice Sergio Rossi che non sta bene farlo notare...Very Happy Very Happy ) , come ribatte?
Dandoci dei qualunquisti, facendo lo spiritoso sul mio nome, non rispondendo ad una sola domanda... e facendosi venire dei dubbi inquietanti......ancor più del qualunquismo...


SULL'ELBA VEDO SEGNI DI QUALUNQUISMO INQUIETANTE
Non sono contento ma preoccupato. Ed ho cominciato a domandarmi se questa scelta di utilizzare organi di informazione innovativi (anche per la difficoltà ad essere ospitati su quelli tradizionali) per partecipare civilmente al dibattito in corso sui problemi della nostra Isola, non sia stato tutto sommato un errore originato da palese rincoglionimento senile.

Sono preoccupato perché mi accorgo che non vengo capito e mi domando - abituato come sono ad esprimermi in un linguaggio semplice e comprensibile – cosa c’è che non funziona più nella mia mente e se non siano questi i primi sintomi dell’Altzhaimer, cosa che temo più di ogni altra.

Preoccupato perché – nel tracollo generale della Politica con la P maiuscola – vedo riemergere inquietanti sintomi di qualunquismo (i quali uniti al populismo imperante possono davvero innescare una miscela esplosiva). Preoccupato per l’approssimazione con la quale si affrontano i “fondamentali” della convivenza civile.

Non ho il piacere di conoscere il sig. Yuri Tiberto (a proposito quale è il cognome?) che chiude in maniera drastica ogni speranza sulla valorizzazione dei prodotti tipici da parte degli “handicappati” elbani, o sulle possibili soluzioni per la destagionalizzazione. Se lo dice Lui. Ho avuto invece di incontrare casualmente il Sig. Mantovani al quale avrei offerto (?) di entrare in politica e poi avrei tacciato di essere “culturalmente arretrato” (una sequenza illogica che non è nel mio stile ma della quale –nel caso- mi scuso).
Ambedue (Yuri e Mantovani) dimostrano, come si dice, di avere poche idee ma confuse.

Il primo con le sue digressioni pseudo-ecologiche sulla drammatica influenza di non meglio specificate lobbies (se si usa Lobby al plurale è meglio scriverlo correttamente) che impedirebbero ai cittadini di far valere la loro volontà ed il suo richiamo ad un ambientalismo confuso, velleitario ed incapace di coniugare esigenze di salvaguardia con quelle dello sviluppo; il secondo con la sua tirata in chiave benedettina sui processi di partogenesi della classe politica ed il suo richiamo alla “elbanità”, come chiave di volta delle decisioni nonché per le sue digressioni su temi che starebbero meglio in bocca a chi non riesce a raggiungere la fine del mese.

Io sono un politico “in disarmo” e quindi non in grado di offrire alcun chè ma non così disattento da non capire il messaggio di fondo, che è uguale o simile a quello circolante a livello nazionale: pochi "illuminati" al comando (meglio se è uno solo? meglio ancora se è un Salvatore della grande Patria o della piccola Elba?), la democrazia un orribile fardello, i Partiti tutti inquinati (qui c’è una dose di verità), la classe dirigente tutta corrotta e maleodorante.

Altro che ora et labora. Mentre io penso a temi della archeologia politica come posti di lavoro per i giovani, contrasto della crisi in atto, necessità di far ricorso a tutte le energie in campo, tutela dei beni storici, costoro, forse partendo da opposte visioni ideologiche, pensano ad una Società senza regole, senza responsabilità, senza democrazia.

Per me sinceramente è un po’ troppo. Quanto alla storia dei titoli, anche pensando a quanti “dis-onorevoli” ho conosciuto nella Prima come in questa Seconda Repubblica degli apprendisti stregoni, per me va bene cosi: anzi chiamatemi amichevolmente Pino come fanno tutti quelli che mi conoscono e sanno di quale pasta sono fatto.



Pino Lucchesi, foto da www.tenews.it

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Re: Mantovani-Lucchesi-Tiberto, ottobre 2008

Messaggio  Visir il Mar Nov 04, 2008 1:54 pm

l'ultima replica la affido a Camminando....e ad un paio di vignette....

Caro Pino, accolgo con vero piacere i Suo invito a sbarazzarsi dei formalismi e a mantenere qualunque discussione sul piano di un sereno e amichevole confronto fra Cittadini, e quindi fra persone aventi pari dignità e diritti, al di là dei titoli di studio o delle benemerenze politiche.
Vede, non deve preoccuparsi se, utilizzando “organi di informazione innovativi in luogo di quelli tradizionali”, si trova a dialogare con persone così “diverse” da quelle a cui probabilmente è abituato. Non si tratta di “rincoglionimento senile” se non riesce a sostenere con efficacia le Sue tesi: è solo un problema di vetustà dei contenuti.
“Il Comune unico è un’utopia”… ma a giugno dell’anno prossimo potremmo cominciare con l’avere cinque Sindaci neo-eletti che hanno indicato l’obiettivo come prioritario nei loro programmi…basta la spinta giusta e un po’di coraggio.
“Il Parco può essere una grande opportunità”: certo, è una bella teoria, ma siccome la realtà che viviamo da dodici anni dice il contrario, cerchiamo semplicemente di trovare nuovi strumenti pratici e giuridici per eliminare tutti quegli ostacoli che finora hanno impedito che il boomerang, invece che colpire il canguro, ci ritornasse sul muso.
E, a proposito di una saggia protezione del mare, ha letto la mia controproposta sull’AMP, sottoscritta da oltre 2.000 persone? Se le sembrano “poche idee, ma confuse”… peccato che nessuno sia riuscito a smontarne i contenuti, se non facendo come Lei… non rispondendo a nessuna domanda tecnica o pratica (…me la dice ‘sta specie salvata dall’estinzione?), forse semplicemente perché non si è in grado di farlo.

No, caro Pino, proprio non ci siamo. E poi, provare a bollare come antidemocratico chi chiede di utilizzare i referendum, massima espressione di democrazia diretta, è talmente ridicolo che non merita nemmeno risposta.

Su una cosa però voglio darle ragione: è stato forse un errore scendere dal piedistallo politico per affrontare la piazza, ancorché virtuale. Il popolo bue è molto meno accondiscendente e molto più difficile da cogliere in fallo rispetto a chi è abituato a spartirsi il Potere con inciuci sottobanco e finti battibecchi.
Ad esempio, e mi dispiace per Lei, ma in italiano la parola inglese “lobby” resta invariata al plurale, come tutte quelle di derivazione straniera entrate nell’uso comune, così come sport, bar, film, quiz, computer eccetera.

La saluto cordialmente, posizionando correttamente come è mio costume il cognome dopo il nome: in effetti, specie in ambito politico-formale, ci sono ancora non poche persone che purtroppo rimpiangono gli appelli scolastici o le militaresche “forniture di generalità”. Capisco che Tiberto possa anche essere utilizzato come nome proprio, specie se il malefico correttore automatico di Word lo trasforma in “Liberto”, e devo dire che venire chiamato con il solo nome non mi dispiace affatto… Napoleone, Dante, Leonardo… la compagnia è gradevole.
Chissà se Gagarin, Andropov, Chechi o il Maestro Bashmet hanno mai avuto la mia stessa fortuna!

Amichevolmente,
Yuri Tiberto






NOTA ALL'ULTIMA VIGNETTA: su Camminando, uno dei bloggher più attivi è "Pino", che si batte accanitamente contro il taglio dei medesimi...

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