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Posidonia e ancore: boe intelligenti o... 'gnoranti?

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Posidonia e ancore: boe intelligenti o... 'gnoranti?

Messaggio  Visir il Dom Mar 22, 2009 12:01 am

Articolo confortante (ma, detto fra di noi, si sapeva...) sullo stato di salute delle nostre praterie di Posidonia.
Uscito su Greenreport, Elbareport e TEnews, lo riportiamo nella versione di quest'ultima testata... con qualche considerazione.... Cool

IN GRAN FORMA LO SCOGLIETTO, IL MARE SOFFRE A SUD
LO STUDIO DELL'UNIVERSITA' DI TORINO SULLA CONSERVAZIONE DELLA POSIDONIA CONFERMA: STATO ECCELLENTE ALLE GHIAE, PROBLEMI CREATI DA ANCORE E BARCHE A CAPO STELLA. NURRA: SERVONO BOE INTELLIGENTI

Promosso il sistema Ghiaie-Scoglietto, rimandato il versante meridionale dell’isola. E’ quanto risulta da uno ricerca dell’Università di Torino sulla vita nelle acque dell’Elba.

Il laboratorio di Zoologia e Biologia Marina dell’Universitá di Torino diretto dalla professoressa Daniela Pessani ha concluso di recente le ricerche che per circa tre anni hanno visto impegnati i ricercatori ed il personale tecnico-scientifico (fra questo l’elbano Nicola Nurra) nelle acque dell’Isola d’Elba. I risultati delle ricerche, presentate nell’ambito della discussione del dottorato di ricerca in Biologia evoluzionistica e conservazione della Biodiversitá di Nurra, che da anni lavora presso l’Istituto torinese, hanno riguardato due aree di particolare interesse paesaggistico e naturalistico, apprezzate e conosciute dagli elbani e dai numerosi turisti frequentatori dell’Isola: le acque delle Ghiaie nel comune di Portoferraio e quelle di Capo Stella - Margidore nel Comune di Capoliveri.

Tra gli obiettivi dello studio l’indagine sullo stato di conservazione degli insediamenti a Posidonia oceanica, pianta marina che un ruolo chiave in tutti i processi ecologici che coinvolgono la fascia costiera e non solo. Dallo stato di conservazione della fanerogama dipendono infatti l’ossigenazione delle acque, la stabilizzazione della linea di costa, la prevenzione dell’erosione costiera e la vita di innumerevoli organismi marini che nel complesso alimentano importanti catene trofiche che coinvolgono in pratica tutti gli ecosistemi marini. Le ricerche condotte con frequenza stagionale si sono concentrate in particolare sullo studio delle comunità animali associate alla pianta, soprattutto sui molluschi gasteropodi e sui crostacei decapodi scelti come organismi bioindicatori della qualità delle acque e dello stato di salute delle praterie di posidonia. I risultati hanno confermato che le acque della zona di tutela biologica (tra le prime in Italia ad essere sottoposta a tutela già dal 1971) delle Ghiaie comprendente anche l’isolotto dello Scoglietto presentano un eccellente stato di conservazione; la prateria di Posidonia conserva caratteristiche tali da assicurare e garantire la vita, la sopravvivenza e la riproduzione di una fauna ittica tra le più ricche dell’Arcipelago, così come tutto l’ecosistema costiero appare altamente conservato dato dimostrato dai parametri strutturali del posidonieto misurati in immersione subacquea dai ricercatori dell’Ateneo torinese.

Nel versante meridionale dell’Isola la prateria di capo Stella, zona a più riprese indicata come meritevole di tutela, sebbene riscontri un livello di conservazione del sito ed una qualità delle acque complessivamente buona, manifesta in alcuni settori evidenti segnali di sofferenza. In particolare l’area ricoperta dalla prateria di posidonia appare eccessivamente sollecitata dalla navigazione da diporto che si concentra nel periodo estivo e che determina progressivamente, a causa delle operazioni di alaggio e salpo delle ancore, danni meccanici che con il tempo tendono ad indebolire un ecosistema molto fragile ed estremamente sensibile alle sollecitazioni di natura antropica dirette ed indirette.
“Torna di attualità – secondo Nurra - la proposta di istituire campi boe cosiddette ‘intelligenti’ a basso impatto ambientale, formula ampiamente già sperimentata ed adottata con successo in numerosi siti mediterranei (Porquerolles, Parco Nazionale dell’Arcipelago delle Isole di Hyeres - Francia, Isole Baleari e Comunitá Valenciana - Spagna, Isola di Zacinto - Grecia) per citare solo alcuni tra i siti più conosciuti”. “Lo studio quindi – commenta Nurra - ribadisce e conferma come la tutela del territorio a mare, inspiegabilmente troppo spesso trascurata all’Isola d’Elba sia lo strumento indispensabile a garantire la conservazione della biodiversità marina, e che solo programmi mirati di salvaguardia e soprattutto di gestione attiva, monitoraggio periodico e naturalmente sorveglianza diretta possono rappresentare l’”investimento” tale da assicurare il futuro dell’ambiente marino elbano. E’ infine solo il risultato sinergico tra comunità scientifica come soggetto proponente la protezione ed il legislatore, soggetto garante, a definire in via definitiva la gestione della fascia costiera e la sua conservazione nel tempo”.

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Abbiamo evidenziato in blu un passaggio interessante: semplicemente perchè lo ritroviamo, ASSOLUTAMENTE IDENTICO, sul blog di Savona "il ponente" ( http://www.ilponente.com/index.php?p=3699 )

Unica variante, la semplice sostituzione dell'isola di Gallinara con Capo Stella. Stesse identiche parole.
Niente di male, naturalmente, ma mi sembra una constatazione un po' banale. E' ovvio che, casualmente durante il sovraffollamento nautico estivo, se mille barche si ancorano su fondali a Posidonia creano un danno ambientale, grande o piccolo a seconda dei casi. A Savona come all'Elba, in Sardegna come in Grecia o in Tunisia.

Quel che mi lascia perplesso è, manco a dirlo, lo spot per le solite boe intelligenti, che in questo caso non dovrebbero essere (??), si spera, quelle famose super tecnologiche, definite dallo stesso Manager della società che le produce come "roba da super-ricchi", ma semplicemente quelle "a basso impatto ambientale". Ora: cosa mai può esserci di più ecologico di un bel pietrone, magari bucherellato in maniera più o meno naturale, munito di banale cima in canapa? Costo poco più di zero, effetto salva-Posidonia garantito....
E allora, incuriosito, cerco notizie sull'autore della ricerca. Casualmente, lo trovo come "relatore" per conto di una nota associazione ambientalista, in un interessante convegno, sempre sulla Posidonia....
( http://www.compost.it/materiali/legambiente%20invito%20def_130505%20interno.pdf )

Insomma: la storia si ripete. Lo sponsor sponsorizza, e gli sponsorizzati sponsorizzano a loro volta.
Come sempre, niente di male: così va il mondo. Liberi loro, liberi noi... che preferiamo gli economici pietroni forati.
lol!


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