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Bracconieri....

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Bracconieri....

Messaggio  Visir il Gio Ago 27, 2009 3:42 am

TEnews, 27.08.2009

UN SACCHEGGIO DI CERNIE E DENTICI ALLO SCOGLIETTO (...)

Il mare dello Scoglietto saccheggiato. La denuncia arriva da una fonte di addetti ai lavori: il circolo sub Teseo Tesei, gente competente e amante del mare. “Lo spettacolo subacqueo dello Scoglietto – raccontano - è sempre stato meraviglioso. Ma una decina di giorni fa qualcosa è cambiato”. Nelle zone solitamente pullulanti di cernie e dentici non c’era il nulla. “Risaliti in barca – raccontano - iniziò un intenso scambio di telefonate e di comunicazioni via radio tra i presenti, sbigottiti della cosa. La ragione di questa assenza di pesce si è ben capita quando in una successiva immersione un gruppo di nostri sub ha rinvenuto sul fondo una rete contenente alcuni pesci catturati con un fucile subacqueo anch’esso contenuto nella rete, evidentemente allo scopo di essere ripescato dagli stessi fraudolenti pescatori ritornando sul posto in un altro istante meno trafficato.

“Questo atto è di gravità enorme. A parte la questione morale di uccidere prede praticamente ammaestrate in anni di convivenza con l’uomo, questione che evidentemente neppure sfiora le menti dei delinquenti che hanno cacciato allo Scoglietto, c’è un aspetto economico di non secondaria importanza: quanto vale in termini venali di soldi un dentice vivo in quella zona? E quanto vale lo stesso pesce morto? (...)”.

Lo Scoglietto rientra nell’area di tutela biologica antistante la spiaggia delle Ghiaie a Portoferraio (....). “Qualunque tipo di pesca è vietato nell’area – ricordano i sub - e con il tempo le cernie, i dentici, i barracuda, gli scorfani e molte altre specie si sono abituate alle sagome scure di noi subacquei e hanno maturato una familiarità inconsueta che fa dello Scoglietto un posto davvero speciale. Tutti i Circoli e i Diving Center sono i primi custodi del posto, operatori che rispettano l’ambiente da cui traggono lavoro e beneficio. Il loro lavoro non è sempre facile, ad esempio sono purtroppo costretti ad usare l’ancora per le proprie imbarcazioni, nonostante da anni si tenti di convincere i politici a sistemare nella zona boe di ormeggio che impedirebbero, quanto meno, un costante danno alla sottostante Posidonia oceanica. Anche Greenpeace si è adoperata in passato con le autorità politiche perché le boe venissero posizionate.

(....)


http://www.tenews.it/visualizzazione/articolo.asp?IdArticolo=27474


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Che cosa c'é da aspettarsi da chi come me non sa adeguarsi a sette, mafiette, etichette? Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi. Godo se penso all'amaro che mastica chi pronostica la fine della mia vitalità..
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Re: Bracconieri....

Messaggio  Visir il Gio Ago 27, 2009 3:45 am

Estratto del commento inviato alla Redazione, omettendo la prefazione dedicata a ben più gravi tragedie di questi giorni.

(....) Mi limito pertanto a commentare l’articolo degli amici subacquei del Teseo Tesei.
La foto pubblicata su Tenews è inequivocabile, e non presta il fianco ad interpretazioni.
Nella rete del bracconiere giace cadavere una cerniotta da mezzo chilo o giù di lì: inconfondibile nella sua splendida livrea, facilmente stimabile per dimensioni, palesemente trapassata da un arpione.

La Riserva Marina dello Scoglietto rappresenta, per me e molti altri, il modello ideale di AMP: nessun vincolo assurdo, nessun parassitario e burocratico “ente gestore”, solo un divieto di pesca che consente una particolare abbondanza di vita sottomarina utile sia per il naturale ripopolamento delle zone limitrofe, sia per la valorizzazione delle attività umane più eco-compatibili, dal semplice snorkeling alle più avanzate specialità della subacquea.
Vedere che qualche povero mentecatto prova ad approfittare, oltretutto, come detto giustamente dai sub del Teseo, senza il minimo “merito sportivo”, di una simile situazione, fa davvero male.
Ma ci permette di capire come e dove è necessario davvero investire le nostre, quasi sempre risicate e insufficienti, risorse: informazione e vigilanza. Vi siete mai chiesti quanti “vacanzieri della domenica” conoscono le regole dello Scoglietto? Certo, nel caso specifico è più che probabile che il bracconiere fosse davvero tale, ma…. Quanti altri, semplicemente, “non lo sapevano”? Informare, informare, informare. Questa è la prima mossa, indispensabile, da fare.
Far conoscere le regole a tutti: zone, misure minime, attrezzi consentiti o vietati. Personalmente, non vedrei niente di strano se anche per la pesca sportiva in mare, come succede da decenni nelle acque interne, venisse imposta una licenza. Naturalmente, purché fosse una legge valida su tutto il territorio nazionale, e non limitata a qualche area da “proteggere” (…magari dal turismo...).

E poi, quei pochi soldi che girano attorno alla tutela ambientale, e nello specifico alla tutela del mare, investiamoli dando maggiori risorse alle Capitanerie e alle altre forze dell’ordine.
Un gommone in più, non tanto per sanzionare quanto per prevenire, sarebbe sempre il benvenuto, allo Scoglietto come a Capo Fonza, di giorno come di notte, quando ai prodi fucilieri di cerniotte si affiancano i pirati dello strascico….

Un’ultima nota: le boe di ormeggio, giustamente richieste dal Teseo. Chi mi conosce sa bene che sono una mia “fissa”, e non da ora. Costo irrisorio (pietrone, catena, boa: 300 euro?), grande risultato. Tutti i siti principali di immersione dovrebbero esserne dotati, non solo per preservare i fondali più delicati, ma anche per evitare che ancore gettate a casaccio (come avviene ora) demoliscano la Madonnina della Triglia o finiscano in testa a qualche subacqueo poco attento.
Perché non vengono posizionate? Perché tante difficoltà?
Beh, almeno a Campo la cosa non durerà a lungo. O, perlomeno, saprete tutti il perché.
Parola.


Yuri Tiberto

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