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Traghetti isola d'Elba la svendita della Toremar

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Traghetti isola d'Elba la svendita della Toremar

Messaggio  Gimmi Ori il Dom Ago 01, 2010 6:18 pm

La svendita della Toremar di Pietro Carabellese

Alla cortese attenzione della stampa:
In data 23-01-2010 il sottoscritto in merito alla svendita della Toremar scriveva:
"assenti e corresponsabili di tutto questo sono quelle forze politiche ben individuate nelle sigle e nei simboli, che sciaguratamente assecondano la svendita dell'Arcipelago Toscano, ai richiedenti di riferimento. A scelte di tutela si è preferito adeguamenti che favoriranno la presenza di armatori interessati più ai guadagni,che al servizio di una comunità. In sostanza,ai bisogni costanti dei residenti delle isole,continuamente costretti a viaggiare,nella stragrande maggioranza dei casi, per lavoro,salute,studio, lo stato e ora la regione rispondono con la privatizzazione al 100% del loro "treno" ,che li unisce alla vita continentale".

INTERVIENE PIETRO CARABELLESE .

E' mio dovere girare alla stampa il comunicato a firma del Dott. Nicola Lamonica dell'AUTMARE- Ass.ne Utenti del Trasporto Marittimo del Golfo di Napoli che analizza e commenta la dichiarazione del Pres. Regione Toscana Enrico Rossi.

Forio 30 luglio ’10 Note dell’autmare circa la missiva del Pres. Regione Toscana Enrico Rossi All’amico Pietro Carabellese Cons. Provinciale di Livorno

C’è molto da dire sullo scritto del Presidente Rossi, che qui si richiama. Esso contiene una considerazione di partenza del tutto sbagliata, quella che l'UE avrebbe imposto la scelta della privatizzazione ( un vecchio falso ritornello che ha messo d’accordo il centrodestra ed il centrosinistra ambedue schiacciati sugli interessi dell’armamento privato, con l’avallo del Sindacato ). In più, valorizza una condotta istituzionale che non garantisce diritti costituzionali se non attraverso le logiche commerciali del privato.

In sostanza la missiva del Presidente Rossi definisce una linea politica dei servizi marittimi a favore dei privati di tipo monopolistica dal momento che manca la scelta della competizione e della liberalizzazione del mercato dettata dalla Comunità Europea, in totale assenza di un servizio regionale che se non altro creerebbe quelle condizioni di confronto pubblico/ privato sulla qualità del trasporto e sulle tariffe che per anni è stata garantita dalla presenza della Tirrenia, della Toremar e delle altre consorelle nelle altre regioni.

In più, la scelta del Presidente non tiene conto delle dinamiche sociali e delle conflittualità che esse possono determinare con possibili conseguenti ripercussioni sul sistema dei collegamenti quando questo fa capo ad un unico armatore o ad un unico cartello di sigle. Le isole del Golfo di Napoli hanno già vissuto le conseguenze delle numerose serrate aziendali messe in atto contro lo Stato e la Regione che pure erano state agevolate da un insano accordo di sottomissione al posto di una regolare gara europea; serrate le cui conseguenze furono in parte arginate solo grazie alla presenza della Caremar.

Restringere tutto nelle mani di un solo vettore significa negare diritti ai lavoratori imbarcati ed ai cittadini utenti e mettere in discussione l'economia delle isole; e non bastano le assicurazioni che ci possono venire dalla presenza del Garante, come dice il Presidente Rossi, né è logico e sicuramente non è di garanzia per nessuno la delega e la gestione di una parte dei servizi e dei problemi ( come quelli della concorrenza e dei diritti ) all’Autorità Portuale. A mio avviso, di contro, è compito di una Regione - ora che è venuta a mancare la Tirrenia - garantire direttamente i servizi minimi con lo spirito della 169/75 che diede vita alla stessa Tirrenia e ed alle sue affiliate compagnie regionali che, comunque - a parte ogni considerazione sulla gestione e sugli sperperi di Stato - hanno garantito trent’anni di diritti e di dignità al cittadino utente ed al settore.

L'obiettivo da raggiungere è quello di dare continuità territoriale alle isole che hanno esigenze postali e di pendolarismo, di smaltimento di rifiuti, di approvvigionamenti energetici e commestibili; in più di una sana economia turistica. Per assolvere a tali compiti occorre distinguere nettamente i servizi tra i minimi essenziali annuali da assegnare allo Stato/ Regione e quelli aggiuntivi sempre con obbligo di servizio pubblico da assegnare mediante gara.

E’ questa la linea maestra da seguire per dare serenità alle popolazioni isolane e per garantire ad esse rinnovati diritti ed un futuro di sviluppo nella discontinuità.

Nicola Lamonica

Gimmi Ori

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