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2010 , l'affare del secolo all'Elba , la Toremar ! ( 8 milioni )

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2010 , l'affare del secolo all'Elba , la Toremar ! ( 8 milioni )

Messaggio  Gimmi Ori il Mar Ago 10, 2010 12:23 am

http://www.tenews.it/visualizzazione/articolo.asp?IdArticolo=32992

tenews :

la regione toscana proprietaria , 8 milioni di euro le azioni di toremar .

E' l'affare del secolo , 7 navi e un aliscafo , le linee per l'Elba e per il Giglio , e 16 milioni di euro l'anno per 12 anni rinnovabili di contributi per la continuita' territoriale anche per Capraia e Pianosa ? .

Comunque è tutto molto chiaro a noi cittadini " ignoranti " :

la privatizzazione Toremar ( e anche quella dell'acqua ) iniziata da Prodi nel 2006 con gli aumenti tariffari del 2006-2007-2008 per adeguarsi al privato e proseguita da Berlusconi , e poi abbiamo avuto anche degli aumenti delle tariffe nei fine settimana di aprile - maggio e settembre e i tagli alla manutenzione delle navi , e ultimata dall'esecutore Regione Toscana ( " esperta " nelle privatizzazioni , vedi il " fallimento della privatizzazione alle Terme di Montecatini , ritornate alla proprieta' di Comune e Regione Toscana ) , mentre la Campania , Lazio e Sardegna non privatizzeranno al 100% le compagnie regionali di navigazione .

Nel contratto di servizio della nuova Toremar al 100% privata ( il privato fa pure il tempo , c'e' un po' di mare non viaggio , c'e' un po' di vento non viaggio ) c'e' quanto segue o no ? :

la fissazione da parte della Regione Toscana delle tariffe di vendita del servizio ai consumatori compreso il prezzo massimo applicabile , ( come fanno anche gli alberghi per le camere e la pensione e le R.T.A. per le unita' abitative ) ?

La fissazione della quantita' e della qualita' del servizio ?


Leggo sul vicinato che il contratto di servizio sarebbe noto ai Sindaci e alle Associazioni di Categoria , ma perche' non viene reso pubblico , cosiccome non si sa nemmeno chi sono gli undici armatori in gara con 450.000 miglia marine percorse e bilanci da 50 a 150 milioni di euro ?

Non ci dimentichiamo del potenziamento dell'Ospedale di Cecina ( 24.000 abitanti tra Livorno e Piombino ) con la quarta unità di emergenza urgenza , mentre a quello di Portoferraio Isola d'Elba ( 31.000 abitanti ) non ne abbiamo nemmeno una , il " mezzo contentino " dei tralicci e ora pure la goccia per far traboccare il vaso : il taglio dell'APT azienda di promozione turistica arcipelago toscano ( la colpa è del Governo ? ) .

Notizie da internet sulle Terme di Montecatini :

" >> 2006 :
MONTECATINI TERME — Le terme di Montecatini sono tornate l’11 marzo nelle mani della proprietà (Comune e Regione): ma ora si comincia a mettere qualche punto fermo anche nella complessa vicenda della privatizzazione che avrebbe dovuto garantire un rilancio mai avvenuto. E’ stato infatti chiesto il processo per l’ex amministratore delegato, l’imprenditore ascolano Mauro Scaramucci, che con il suo gruppo Vitawell deteneva la maggioranza della società di gestione. Scaramucci deve rispondere di appropriazione indebita: si è così conclusa l’inchiesta della procura di Ascoli Piceno sulla sparizione di 10 milioni di euro in titoli dal capitale sociale della società termale, prelevati secondo l’accusa dalle casse montecatinesi, e poi negoziati attraverso la Bnl per copire debiti di altre società di Scaramucci. Si chiude in questo modo la prima puntata di una delle vicende più amare per Montecatini. Il «bubbone» scoppiò ai primi dell’agosto 2004, quando il socio di minoranza della gestione termale, Felice Santarelli, anche lui imprenditore ascolano del settore edile, denunciò il trasferimento dei 10 milioni di euro. Di qui l’inchiesta della magistratura che ha visto indagati per concorso nell’ appropriazione indebita anche sei funzionari della Bnl, per due dei quali è stato chiesto il processo. Da quell’agosto 2004 in poi si è consumata la crisi gestionale delle terme.
La guida della società termale fu presa dal socio di minoranza Santarelli. Ma il rapporto tra proprietà pubblica e parte privata era ormai incrinato. L’obiettivo di Comune e Regione da allora è sempre stato riprendere l’azienda termale interrompendo il contratto di affidamento per 29 anni. Ma le estenuanti trattative con i privati per trovare un accordo consensuale non è mai andato in porto. Il nodo del contendere era la somma che la parte pubblica avrebbe dovuto sborsare per i lavori eseguiti dai privati a uno stabilimento. Dopo l’ennesimo tentativo fallito a febbraio, la proprietà pubblica ha ottenuto la restituzione dell’azienda con un ricorso d’urgenza al tribunale di Monsummano

Terme di Montecatini S.P.A:
La Società rappresenta indubbiamente uno dei motori centrali per lo sviluppo locale di Montecatini.
Negli ultimi anni, tuttavia, la società è intercorsa in varie e problematiche vicende di assetto
proprietario che, unitamente alla profonda modifica delle caratteristiche della domanda di servizi
termali ed al superamento del modello di business, ha provocato rilevanti difficoltà negli equilibri di
bilancio.
Il piano di risanamento economico avviato nel corso del 2007 ha prodotto i primi significativi
risultati nel Bilancio 2008, nel quale il margine operativo lordo è migliorato del 19% grazie alla
riduzione dei costi per oltre un milione di euro, compensando così la flessione dei ricavi termali.
A fronte della plusvalenza derivante da un’operazione di conferimento di ramo d’azienda si è
potuto generare un utile netto di oltre 750.000 €. E’ stata poi rafforzata la struttura patrimoniale e
finanziaria tramite la rivalutazione, in base al DL 185/2008, di una parte degli immobili aziendali e
tramite l’aumento di capitale deliberato a fine 2008.
A fine del 2008 è stato firmato il contratto di finanziamento in pool per l’importo complessivo di €
33,8 milioni, come previsto nel Piano Industriale redatto con l’ausilio dell’advisor Fidi Toscana.
All’inizio del 2009 la Società si è trovata dunque ad operare in una situazione di netto
miglioramento dei conti economici e di risanamento della situazione finanziaria che costituiscono il
presupposto fondamentale per la realizzazione del piano di rilancio.
La realizzazione degli investimenti è proseguita nel rispetto del programma originariamente
indicato:
· Terme Redi: i nuovi reparti balneo-fangoterapici ed il centro riabilitazione con piscina
termale sono in corso di completamento e saranno inaugurati il 12 dicembre 2009;
· Terme Leopoldine: sono stati avviati i lavori per la costruzione della piscina termale e del
centro benessere progettati dall’arch. Fuksas, con apertura prevista per la primavera 2011;
· Terme Tettuccio e Terme Regina: è in preparazione il bando di gara per l’aggiudicazione
dei lavori relativi alla prima fase di restauro conservativo;
· Terme Tamerici: sono stati svolti gli interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza
necessari per l’allestimento di un polo espositivo. Il 16 luglio 2009 è stata inaugurata
un’importante mostra sui pittori Macchiaioli. Sono in corso di progettazione ulteriori
iniziative di carattere culturale per il prossimo anno.
Sempre in base all’impostazione del Piano Industriale, è stata avviata la vendita degli immobili
aziendali non strategici al fine di generare i mezzi finanziari necessari sia per il fabbisogno della
gestione corrente sia per gli investimenti. Al fine settembre 2009 è stato firmato il contratto
preliminare di vendita di due immobili all’Azienda USL 3 di Pistoia, con contestuale incasso di 2
milioni di € a titolo di caparra confirmatoria. La stipula del contratto definitivo di vendita è prevista
entro pochi mesi.
Oltre agli interventi previsti nel Piano Industriale originario, la Società ha avviato nuove iniziative
nell’intento di ottimizzare le strategie di rilancio del compendio termale. Tra queste una delle più
importanti è rappresentata dalla richiesta di contributi al Ministero dei Beni Culturali per gli
interventi di restauro conservativo previsti alle Terme Leopoldine, Tettuccio e Regina. La
Soprintendenza di Firenze ha accolto le richieste dichiarando ammissibili gli interventi per un totale
di 28 milioni di €. I contributi ministeriali saranno erogati sia in conto interessi (fino al 6%) sia in
conto capitale (presumibilmente, circa il 50% dell’investimento).
Alla luce dei benefici derivanti dai contributi ministeriali, la Società sta rivedendo le condizioni del
finanziamento già stipulato, di concerto con le banche del pool. " >>

Gimmi Ori

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