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Testudo Hermanni

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Testudo Hermanni

Messaggio  MikeCharlie il Dom Ago 17, 2008 2:32 am

Ho letto molte volte su svariati libri e anche su internet che sulla nostra isola è presente la testuggine di Hermann, ma non ho mai avuto la certezza se tutto ciò sia vero o no, anche parlando con gli agenti del CFS non ho riscontrato nessuna garanzia in merito.. premetto che di Testudo Hermanni ne ho circa una sessantina nel mio giardino, e ormai con l’arrivo di settembre credo di arrivare e superare quota 70, ma volevo sapere se qualcuno ne ha mai trovata una nella nostra macchia Very Happy Very Happy
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Re: Testudo Hermanni

Messaggio  Visir il Dom Ago 17, 2008 11:02 am



La Tartaruga (o Testuggine) di Hermann è sicuramente presente allo stato selvatico all'Elba, per quanto l'abitudine a catturarle e a "portarsele a casa" prima, e la massiccia presenza di cinghiali poi abbia costituito, e costituisca, una costante minaccia per la specie.
Essendo l'unico chelone terrestre presente (fatte salve le solite Tartarughe della Florida che "ogni spesso" vengono demenzialmente liberate un po' ovunque... ma ne riparleremo), la ritengo una vera icona della biodiversità locale.
Visto che, manco a dirlo, il Parco non ci ha mai pensato, ho da tempo in mente l'idea di coinvolgere la Forestale in un progetto per il monitoraggio, la reintroduzione e la valorizzazione di questo magnifico rettile.
Sostanzialmente, visto che MC non è l'unico ad avere numerosi esemplari in cattività, si potrebbe pianificare, con l'aiuto di qualche erpetologo di livello, una sorta di "rete" che favorisca la riproduzione in cattività, e il successivo rilascio in natura nelle aree più idonee, se necessario anche creando dei recinti (anti-intrusione, non anti-fuga..) e soprattutto coinvolgendo la gente con un'adeguata campagna di informazione generale e con una buona cartellonistica "sul campo".

Riguardo poi alla tua domanda, la nostra amica dovrebbe essere presente anche a Montecristo, Capraia, Giglio e Pianosa. Legambiente AT la dà però per presente solo all'Elba, e non so se e quali studi recenti ci siano al riguardo (cerchiamoli!)

allego un ampio estratto della completissima scheda presente su Wikipedia, compresi alcuni interessanti link monotematici:

il sito della Testudo hermanni - http://www.geocities.com/Petsburgh/6356/
tutto sulla Testudo hermanni - http://testudohermanni.interfree.it/index.htm

da Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Testudo_hermanni

La Tartaruga di terra o Tartaruga di Hermann (Testudo hermanni - Gmelin, 1789) è un rettile appartenente all'ordine delle testuggini. Specie paleartica, è presente esclusivamente nell'Europa meridionale.
Il nome Hermanni è in onore del medico e naturalista francese Jean Hermann (1738-1800), dalle sue collezioni proviene l'olotipo.
Le dimensioni del carapace degli adulti variano da un minimo di 13 cm nei maschi della Puglia a un massimo di 22 cm nelle femmine della Sardegna. La colorazione di base del carapace è giallo-aranciato con diffuse macchie nere, molto estese sul piastrone. La sua presenza è segnalata nelle isole dell'Arcipelago toscano (Capraia, Elba, Giglio, Montecristo, Pianosa).

Dimorfismo sessuale
La differenziazione tra individui maschi e femmine si effettua tramite l'esame dei caratteri sessuali secondari. I maschi, inferiori di taglia, possiedono una coda lunga, robusta e grossa alla base, l'astuccio corneo è ben sviluppato, nella femmina la coda è piccola e corta, l'astuccio corneo è di ridotte dimensioni. (....). I maschi adulti presentano una concavità nel piastrone per facilitare la monta sul carapace della femmina, il piastrone delle femmine e degli esemplari giovani e subadulti è piatto (...).

Attività
Le tartarughe di Hermann sono animali ectotermi e nelle prime ore della giornata si crogiolano al sole per innalzare la temperatura corporea ed attivare le funzioni metaboliche. Raggiunta la temperatura corporea necessaria per l'attivazione degli enzimi atti alla digestione le tartarughe si dedicano alla ricerca del cibo. Con temperature atmosferiche superiori ai 27°C diventano apatiche e cercano refrigerio scavando piccole buche al riparo della vegetazione bassa o riparandosi in piccoli anfratti. Con la discesa delle temperature si ha la ripresa dell'attività.

Letargo
In autunno, al calare delle temperature, i rettili smettono di alimentarsi, anche per più di 20 giorni, per poter svuotare completamente l'intestino da residui di cibo. Diventano sempre più apatici e, verso novembre o dicembre a seconda della latitudine, iniziano ad interrarsi o a ripararsi in luoghi protetti e cadono in letargo. La temperatura ideale di letargo, calcolata nel luogo di interramento è di 5°C, temperature inferiori ai 2°C arrecano danni cerebrali o morte, superiori ai 10°C le inducono in uno stato di dormiveglia pericoloso per l'esaurimento delle scorte di grasso necessarie a superare l'inverno. In natura gli esemplari si interrano anche di 10-20 centimetri. Il letargo è una fase metabolica assolutamente necessaria per questa specie, va impedito solo in caso di malattia o debilitazione.

La principale causa di morte, nel caso di esemplari tenuti a svernare all'interno di abitazioni da allevatori improvvisati è proprio la temperatura, che si presenta troppo alta per consentire il letargo e troppo bassa per consentire di continuare ad alimentarsi.

In queste situazioni se si vorrà tenerlo attivo, l'esemplare andrà collocato in un terrario riscaldato con un punto caldo sui 28°C ed un punto fresco e ombreggiato sui 18°C, con un substrato di 5 cm circa composto da un 40% di torba bionda di sfagno, un 40% di terriccio naturale privo di concimi e pesticidi ed un 20% di sabbia di fiume. Essenziale è una lampada UVB specifica per rettili necessaria per la sintesi della vitamina D occorrente per fissare il calcio.

Se si opta per un letargo controllato la testuggine andrà posta in una contenitore protetto dai roditori con una rete metallica, ricolmo del medesimo substrato del terrario. Il contenitore andrà collocato in un locale buio con temperature tra i 4°C e gli 8°C e una sufficiente umidità ambientale, 70%UR. Il risveglio avviene generalmente nel mese di marzo ed è legato al rialzarsi delle temperature diurne.

Accoppiamento
Subito dopo il risveglio dal letargo inizia il corteggiamento da parte del maschio, con un rituale che prevede inseguimenti, morsi e colpi di carapace alla femmina. Il maschio monta sul dorso della femmina per la copula che avviene con l'estroflessione del pene contenuto nella grossa coda e in questa occasione emette l'unico verso udibile da questi rettili per il resto muti. La femmina può arrivare fino a 4 anni di anfigonia ritardata, conservando lo sperma in un apposito organo, la spermateca, all’interno dell’ovidutto.

Animali longevi, si hanno notizie certe di molti esemplari pluricentenari, raggiungono la maturità sessuale intorno ai 10 anni. Le Testudo sono ovipare, le deposizioni avvengono in buche scavate dalla femmina nel terreno con le zampe posteriori. Le femmine di T. hermanni depongono anche in quattro volte, da maggio a luglio, un numero variabile di uova generalmente in proporzione alla taglia dell'esemplare.

Il tempo di incubazione, 2 o 3 mesi circa, e il sesso dei nascituri variano in funzione della temperatura. Con temperature di incubazione inferiore ai 31,5°C si avrà una preponderanza di esemplari maschi, con temperature superiori ai 31,5°C in maggioranza femmine. Giunto il momento della schiusa, spesso agevolata da una giornata di pioggia, il tartarughino per rompere il guscio si avvale del così detto "dente dell'uovo", un tubercolo corneo posto tra le narici e la mascella superiore, destinato a sparire in pochi giorni. La fuoriuscita dall'uovo dura anche 48 ore e in questo arco di tempo viene assorbito totalmente il sacco vitellino.

Alimentazione
Sono rettili prettamente vegetariani. Gli esemplari selvatici vivono in un habitat caratterizzato da lunghi periodi di aridità che li costrige a nutrirsi di erbe secche, in queste condizioni integrano la loro dieta mangiando artropodi o chiocciole, queste ultime utili per l'apporto di calcio del guscio. Saltuariamente non disdegnano escrementi o piccole carogne. Gli esemplari allevati in cattività sono generalmente sovralimentati e non vanno assolutamente nutriti con: carne, latte, formaggi, alimenti per cani e gatti, uova, pane, latte, agrumi, kiwi.
Il tarassaco, la cicoria e il radicchio rosso sono alcune delle verdure adatte alla loro alimentazione per l'alto rapporto di calcio rispetto al fosforo e per le fibre in esse contenute. Alti apporti proteici e di fosforo con bassi valori di calcio portano a deformazioni permanenti del carapace e danni agli organi interni.
Evidente segno di una cattiva alimentazione è un carapace con gli scuti appuntiti e scanalti nelle suture, la così detta piramidalizzazione, al contario un carapace in forma di una levigata semicalotta ovale è segno di una corretta alimentazione.

Habitat: Macchia mediterranea
Gli habitat della tartaruga di Hermann sono tipicamente mediterranei, compresi nella zona fitoclimatica del Lauretum e caratterizzati da inverni miti con precipitazioni moderate ed estati aride con temperature elevate. Questa specie trova rifugio e nutrimento nella vegetazione bassa cespugliosa della gariga, gli arbusti della macchia mediterranea e nel sottobosco fino a quota collinare temperata. In Italia gli habitat in cui sono ancora possibili dei ritrovamenti e sono presenti dei gruppi vitali sono, le dune sabbiose costiere ricche di vegetazione, le pinete costiere di pini mediterranei con sottobosco di arbusti mediterranei, le leccete e le sugherete. (....)

Storia, arte e cultura
Probabilmente diffusa nella penisola italiana dall'uomo neolitico, fin dall'antichità è stata catturata e allevata per usi alimentari, utilitaristici e come animale da giardino. Dal carapace se ne ricavavano svariati oggetti di uso comune, preziosi inserti in opere di ebanisteria e gioielleria e casse armoniche per strumenti musicali. La mitologia greca ci narra che l'inventore della lira fu Hermes. Un giorno il dio trovò all'interno della grotta una tartaruga. La uccise, ne prese il carapace e tendendo sette corde di budello di pecora su dei corni di antilope ne ricavò lo strumento musicale. In seguito Ermes la regalò ad Apollo, e questi al figlio Orfeo.

Numerosi sono i rinvenimenti di gusci o oggetti da essi ricavati in sepolture antiche; da svariati ritrovamenti si ipotizza, ma potrebbero essere delle intrusioni post-deposizionali, che gli Etruschi inserivano delle tartarughe vive nelle tombe [7]. I ritrovamenti di gusci nella casa di Giulio Polibio [8] a Pompei confermano che questi rettili erano allevati in epoca romana come animali da giardino.

Nel passato furono allevate da alcuni ordini ordini monastici perché le loro carni, ritenute altamente nutritive soprattutto per gli infermi, erano tra le poche di cui la Chiesa cattolica consentiva il consumo nei giorni di astinenza [9]. Sin dai primordi dell'arte, innumerevoli sono le raffigurazioni di testuggini, in alcune di esse è possibile identificare con certezza l'appartenenza alla specie T. hermanni. In letteratura è ricorrente il personaggio della tartaruga come raffigurazione della longevità e della pacatezza, famoso è il racconto di Esopo, La lepre e la tartaruga. In matematica è da ricordare, Achille e la tartaruga, il secondo dei paradossi formulati da Zenone di Elea.


Futuro della specie
La T.hermanni corre il rischio di scomparire dall'ambiente naturale soprattutto per fattori antropogenici quali: l'agricoltura meccanizzata e l'uso dei pesticidi, il traffico automobilistico, gli incendi, la distruzione dell'ambiente naturale e l'urbanizzazione, la cattura illegale e la predazione da parte di animali selvatici (soprattutto per colpa dell'introduzione negli anni ottanta a fini venatori del cinghiale ungherese, più grande ed aggressivo dell'autoctono). La cattura a fini alimentari umani pare del tutto scomparsa in Italia.

Da alcuni anni il divieto di cattura degli esemplari in natura ha spinto sempre più gli appassionati a dedicarsi all'allevamento delle varie specie di Testudo e attualmente gli esemplari allevati superano di gran numero quelli selvatici. Tuttavia gli sforzi degli allevatori vengono vanificati da una legislazione nazionale che non ha ancora preso atto di questa nuova realtà.

Legislazione
Inserita nella Red List delle specie minacciate di estinzione, come tutti i rettili del genere Testudo, la T. hermanni è protetta dalla Convenzione di Berna [10] (allegato II), inclusa nella Convenzione di Washington, C.I.T.E.S. (appendice II) dal 01/07/75 e nell'allegato A del Regolamento (CE) 1332/2005 della Comunità Europea, per cui è assolutamente vietato il prelievo in natura ed è regolamentato l'allevamento e il commercio degli esemplari in cattività. In Italia i compiti di sorveglianza e di gestione sono di competenza del Corpo Forestale dello Stato. L'attuale legislazione e le norme applicative nazionali molto rigide, di fatto hanno fatto aumentare l'importazione nel pieno rispetto del CITES, da allevamenti di nazioni comunitarie di sottospecie (T. h. boettgeri) e specie alloctone (T. horsfieldii) facilmente ibridabili con la sottospecie autoctona, contribuendo così di fatto alla contaminazione genetica della Testudo hermanni hermanni.

una bella panoramica di foto su http://www.tartarugheterrestri.it/sito/07.htm, da cui traggo:


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Re: Testudo Hermanni

Messaggio  MikeCharlie il Dom Ago 17, 2008 1:47 pm

Visir ha scritto:
Visto che, manco a dirlo, il Parco non ci ha mai pensato, ho da tempo in mente l'idea di coinvolgere la Forestale in un progetto per il monitoraggio, la reintroduzione e la valorizzazione di questo magnifico rettile.
Sostanzialmente, visto che MC non è l'unico ad avere numerosi esemplari in cattività, si potrebbe pianificare, con l'aiuto di qualche erpetologo di livello, una sorta di "rete" che favorisca la riproduzione in cattività, e il successivo rilascio in natura nelle aree più idonee, se necessario anche creando dei recinti (anti-intrusione, non anti-fuga..) e soprattutto coinvolgendo la gente con un'adeguata campagna di informazione generale e con una buona cartellonistica "sul campo".



io ci sto!!gran bella idea!! cheers cheers
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Re: Testudo Hermanni

Messaggio  MikeCharlie il Mer Ago 12, 2009 9:36 pm

Ciao Visir..allora con sto progetto?!
dai, te da Campo io dalla Marina, e coinvolgiamo anche Anna a Marciana..
facciamo un bel progetto per l'anello occidentale!! Very Happy
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Re: Testudo Hermanni

Messaggio  Visir il Lun Ago 17, 2009 8:30 pm

Caro Mikecharlie,
non solo credo si possa davvero proporre qualcosa al riguardo, come si diceva, ma sono abbastanza convinto che le nuove situazioni amministrative consentiranno una discreta svolta.
Niente di epocale, certo: ma almeno qualche progettino possiamo tirarlo fuori e metterlo in pratica. Aspettiamo, necessariamente, l'autunno..... poi...

Vedrai che l'anello occidentale saprà farsi valere! Very Happy Very Happy Very Happy

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Re: Testudo Hermanni

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