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Le boe dello scoglietto

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Le boe dello scoglietto

Messaggio  Visir il Mer Ago 20, 2008 9:49 am

venerdì 27 luglio 2007 - TEnews.it

DIVIETO DI ANCORAGGIO E CAMPO-BOE ALLO SCOGLIETTO
ACCORDO FRA COMUNE, GREENPEACE, LEGA NAVALE E CIRCOLO TESEO TESEI.
ITALGEST METTERA' A DISPOSIZIONE DUE GAVITELLI DEL TIPO MANTA-REI.
PRESTO UN CENSIMENTO DEL TRAFFICO, POI LA SISTEMAZIONE DEFINITIVA


Non saranno più consentiti gli ancoraggi sulle praterie di posidonia nella zona di tutela biologica dello Scoglietto. E' li che sarà posizionato un campo-boe permanente.
Nella prima fase, saranno posti in opera due gavitelli con il sistema manta-rei (tecnologia non invasiva e non impattante per l’ecosistema marino), messa a disposizione dalla società Italgest e da utilizzare in sostituzione del libero ancoraggio. Contemporaneamente, sarà condotto il monitoraggio dalla frequentazione media giornaliera, per dimensionare numericamente quello che sarà il campo boe definitivo.

Il Comune di Portoferraio insieme ad importanti realtà associative locali (Lega Navale, Circolo Tesei) a all’associazione ambientalista Greenpeace, annuncia su questo un protocollo di intesa che sarà subito attuato e che prevede la gestione eco-sostenibile dell’area di tutela biologica".
Primo concreto atto da parte dell’Amministrazione comunale di Portoferraio per regolamentare e gestire in maniera sostenibile la zona di tutela biologica, il protocollo è stato trasmesso, per l’adesione, al ministro dell’Ambiente, al presidente della Regione Toscana e della Provincia di Livorno e al Parco Nazionale.

Greenpeace sarà presente a Portoferraio dal 29 luglio al 1 agosto con la nave Rainbow Warrior. Commenta il sindaco, Roberto Peria: "E’ motivo di orgoglio, per chi ha creduto nel progetto e quindi per l’Amministrazione Comunale, segnalare ch è la prima volta a livello nazionale che Greenpeace sottoscrive un protocollo di questo tipo ed è la prima volta che all’Elba viene realizzata una iniziativa simile: i giusti auspici per dimostrare che le aree marine possono e debbono divenire uno strumento di gestione del nostro mare, permettendo e garantendo per tutti una fruizione sostenibile del grande patrimonio naturale dell’Arcipelago".



Ultima modifica di Visir il Mer Ago 20, 2008 10:49 am, modificato 1 volta

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Re: Le boe dello scoglietto

Messaggio  Visir il Mer Ago 20, 2008 9:58 am

lunedì 30 luglio 2007 - TEnews.it
(estratto, articolo completo reperibile nell'archivio di TEnews.it)


ACCORDO PER ORMEGGI REGOLAMENTATI ALLO SCOGLIETTO
FIRMATA STAMANI A BORDO DEL RAINBOW WARRIOR L'INTESA FRA COMUNE, TESEI E GREENPEACE.
GIANNI': "QUESTA ZONA DI TUTELA E' UN ESEMPIO DI SUCCESSO DELLE RISERVE MARINE.
NE VOGLIAMO 32 NEL MEDITERRANEO"


A bordo della Rainbow Warrior è stato firmato un accordo fra Comune di Portoferraio, Greenpeace e associazioni (Lega Navale e circolo Tesei), per la salvaguardia dell’area protetta dello Scoglietto.
Si prevede inizialmente la messa in opera di due ormeggi fissati al fondale con un sistema a basso impatto ambientale. Nel pomeriggio, gli attivisti di Greenpeace e i sub locali inizieranno le operazioni preliminari di ricognizione e documentazione nell’area, sulla quale sarà infine collocato in via definitiva un campo-boe.

(...) Il protocollo d’intesa, annunciato nei giorni scorsi, è il primo passo di un lungo processo che impegnerà il Comune e gli altri soggetti a realizzare degli ormeggi capaci di tutelare lo Scoglietto dalle ancore delle imbarcazioni. "Per più di dieci anni si è discusso sulla realizzazione di questi ormeggi – ha detto Alessandro Giannì, responsabile della campagna Mare di Greenpeace - e finalmente siamo passati dalle parole ai fatti. (....) La zona di tutela biologica dello Scoglietto presso l’isola d’Elba è un ottimo esempio del successo delle riserve marine. Proprio la ricchezza della sua fauna ittica ha portato, però, a una notevole frequentazione di imbarcazioni le cui ancore possono talvolta danneggiare il fondale (popolamenti delle rocce, posidonia)”.

“Le riserve marine – dice Giannì - sono uno strumento importante per la tutela delle risorse e della biodiversità marina. Ovviamente da sole non bastano: oltre i loro confini è indispensabile una gestione corretta delle attività umane, sia in mare che a terra. I dati delle ricerche scientifiche sono chiari: dove le riserve marine sono ben gestite aumentano sia la diversità biologica che le popolazioni ittiche: fino a 70 volte - dichiara Alessandro, responsabile della campagna Mare di Greenpeace - (...) Greenpeace chiede che il 40 per cento dei mari del pianeta sia tutelato da riserve marine. (...)


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Re: Le boe dello scoglietto

Messaggio  Visir il Mer Ago 20, 2008 10:02 am

martedì 14 agosto 2007 - Tenews.it

SCOGLIETTO, IL MINISTERO DA' IL PATROCINIO
L'ACCORDO CON GREENPEACE E LNI PER GLI ORMEGGI NON IMPATTANTI


Il 9 agosto il ministero dell’Ambiente ha concesso al Comune di Portoferraio il "patrocinio morale" per il protocollo sottoscritto con Greenpeace, Lega Navale e Circolo Subacqueo Teseo Tesei sulla gestione degli ormeggi allo Scoglietto.
“E’ un importante riconoscimento – dice il sindaco, Roberto Peria - che premia la qualità del nostro lavoro per la tutela del mare più bello e più sano di Toscana, uno straordinario patrimonio di biodiversità che va salvaguardato, non solo in quanto valore naturalistico ma anche come primaria risorsa economica per il nostro turismo”.

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Re: Le boe dello scoglietto

Messaggio  Visir il Mer Ago 20, 2008 10:29 am

Fin qui, tutto bene....
C'è un protocollo, e tanti firmatari.
Gli ormeggi fissi, in qualunque fondale a coralligeno come a Posidonia, sono un'ottimo sistema per evitare danni.
Manca qualcosa, però. Sappiamo che verranno posate queste due boe, ma io non sono riuscito a trovare la notizia che le boe siano state poi EFFETTIVAMENTE posate.
Un'altra lacuna riguarda il costo.
Il sistema manta-rei dell'Italgest prevede un'ancoraggio "ecologico" piuttosto particolare, presumibilmente tanto tecnologico quanto poco economico (è solo una supposizione).
Ora, se tanti soggetti pubblici e privati "firmano" un accordo, si potrebbe supporre che contribuiscono a vario titolo alla realizzazione del progetto, coprendone i costi.
Costi che però non sono quantificati, né è dato sapere, molto semplicemente, chi paga.

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Re: Le boe dello scoglietto

Messaggio  Visir il Mer Ago 20, 2008 10:47 am

E veniamo ad oggi.
Il 17 agosto, su Elbareport, scrivo:
"e…. a proposito, la boa Einstein messa da Greenpeace allo Scoglietto l’anno scorso, che fine ha fatto?"
Semplice domanda, stimolata dall'aver letto l'anno scorso gli articoli soprariportati, e dal fresco ricordo di questa denuncia dell'amico Stefano Mazzei, pubblicata sempre su Elbareport il 10.07.2008, e che riporto integralmente:

da ELBAREPORT, 10.07.2008, di Stefano Mazzei:

Lettera aperta per le boe allo Scoglietto

Premetto che questa lettera è scritta a puro titolo personale. Sono un 45enne di Portoferraio e pratico la subacqua sportiva dall'età di 16 anni, praticamente tutto l'anno, sia in apnea a livello agonistico, che con l'ausilio dell'autorespiratore come istruttore.
Tra i luoghi che frequento maggiormente, sia per la vicinanza, che per la bellezza e la ricchezza dei fondali, c'è lo Scoglietto, zona di tutela biologica dal lontano 1971, e non a caso è considerato uno dei siti d'immersione più belli del mediterraneo.

Ricordo che mei primi mesi del 2006, ebbi un incontro in Comune con il Sindaco di Portoferraio Roberto Peria, insieme al mio amico e compagno d'immersioni Andrea Gragnoli, consigliere di maggioranza della stessa Amministrazione comunale. Tale incontro aveva lo scopo di informare il Sindaco, della situazione di sofferenza dei fondali dello Scoglietto dovuta agli ancoraggi, in particolare quelli delle grosse imbarcazioni, che in alcuni casi provocavano lo spostamento dei massi della franata e danni consistenti alla vita bentonica, tra i quali alla Pinna Nobilis, specie protetta (comunemente conosciuta dagli elbani come "Gnacchera"). Oltre a questo si è considerato il pericolo, dall'azione maldestra dell'omnipresente "navigatore della domenica", che magari senza preoccuparsi di controllare le bolle che risalgono in superificie, avrebbe potuto gettare l'ancora sulla verticale dei subacquei in immersione, con l'immaginabili conseguenze. Io stesso sono stato testimone di tale situazione, per fortuna l'ancora ci sfiorò senza colpirci.

La nostra idea era quindi abbastanza semplice, tra l'altro assolutamente non originale, in quanto già adottata e sperimentata con successo in altre zone marine di pregio in Italia e all'estero, cioè quella di posare delle boe per consentire l'ormeggio senza gettare l'ancora sul fondo.
La proposta trovò molto favorevole il Sindaco, che ci promise il suo interessamento, anche perchè facemmo presente che un'azienda privata avrebbe coperto i costi per l'operazione e i diving locali erano pronti a fare la loro parte. Avevamo anche fatto delle ricerche su altre operazioni del genere, e tra le varie soluzioni, quelle proposte dal sito www.tecnoreef.it ci sembravano quelle più idonee e comunque degne di una analisi. Da questo incontro non seguì alcuna risposta.

Qualche mese dopo, per la precisione a fine giugno 2006, sulla stampa locale il WWF, (di cui faccio parte come GAV) anche per cercare di stimolare l'Amministrazione comunale a ricordarsi gli impegni presi in precedenza, ripropose il problema dello Scoglietto, documentando i danni ai fondali con delle foto da me scattate durante varie immersioni. Nessuna risposta.

Siamo nell'estate del 2007, vengo a sapere dalla stampa locale che una nota e prestigiosa associazione ambientalista internazionale "scopre" che allo Scoglietto è necessario vietare l'ancoraggio e utilizzare delle boe (!?), per il quale viene organizzata addirittura la firma di un protocollo con l'Amministrazione comunale di Portoferraio, un blasonato circolo subacquei locale e un'azienda privata, che si sarebbe dovuta occupare della messa in opera delle boe. Su mia proposta il WWF locale invia una lettera al Sindaco di Portoferraio, facendo presente che, sia il gruppo subacqueo delle Guardie Volontarie, che i propri biologi marini, sarebbero stati a disposizione per collaborare al progetto, come già anticipato l'anno precedente. Nessuna risposta.

Nel frattempo sulla nave più rappresentativa dell'associazione ambientalista, fatta arrivare per l'occasione a Portoferraio, con la presenza della stampa viene firmato il "protocollo" per la messa in opera delle "boe intelligenti" (!?). Va bhè mi sono detto, speriamo che almeno loro che hanno organizzato tutta questa cerimonia, possano avere più successo e ascolto di un semplice sfigato cittadino, anche se con l'aiuto del pur sempre autorevole WWF locale, sicuramente la cosa importante è raggiungere l'obiettivo di salvaguardare l'ambiente, poi chi ci riesce a poca importanza.
Bene!! penso soddisfatto, fra poco lo Scoglietto avrà finalmente le sue benedette boe.

Siamo nel 2008, un'anno dopo dalla firma di quello che avrebbe dovuto essere la soluzione "supertecnologica" delle boe allo Scoglietto, ma sic !niente è cambiato, chissà queste boe sono forse troppo intelligenti per i fondali dello Scoglietto ? possibile che per una ogni cosa semplice, si debba sempre complicare tutto e fare mai niente. In allegato una foto della franata dell Scoglietto scattata la scorsa settimana.

Stefano Mazzei

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Boe, boette e gavitelli

Messaggio  Dario.Pozzi il Mer Ago 20, 2008 12:50 pm

il concetto è semplice e la vicenda delle boe lo esplicita ancor di più se qualcuno proprio non volesse capire.
Una cosa è cercare di proteggere l'ambiente, un'altra è crearsi un reddito con la scusa della protezione ambientale.
Chi cercasse di proteggere l'ambiente propenderebbe sempre per soluzioni semplici, economiche e pratiche. Il classico blocco di calcestruzzo sarà rudimentale e volgare ma come punto di ancoraggio ha il pregio di essere estremamente economico, facilmente realizzabile ed anche amovibile se necessario.
Perchè non va bene? Perchè i suoi pregi se l'Ambientalista è professionista (cioè ci campa) li vede esclusivamente come difetti.
Il fatto che sia estremamente economico riduce drasticamente il giro di danaro indispensabile per "ungere" tutti gli ingranaggi.
Il fatto che sia di facile realizzazione elimina il gap tecnologico tra la megaditta (amica e magari sponsor) e il muratore locale che potrebbe fabbricare il manufatto in loco con ricaduta positiva sul territorio e eliminazione di costi e inquinamenti relativi a trasporti e trasferimenti di materiali da fuori.
Il fatto che si facilmente amovibile impedisce dichiamare la megaditta per rimuovere, spostare o manutenzionare il tutto perpetuando così la marchetta finchè non finiscono i quattrini e il tutto viene abbandonato a sé stesso a marcire con grande gioia dell'Ambiente.
Visto che il tema degli ancoraggi su praterie di posidonia è ricorrente nelle discussioni concernenti l'impatto ambientale della nautica in generale in Francia hanno fatto degli studi sull'argomento (che ovviamente sono consultabili da tutti), ne segnalo alcuni:
http://www.portcrosparcnational.fr/upload/rscientifique/Article21_7.pdf
http://www.portcrosparcnational.fr/upload/rscientifique/Article21_6.pdf
Pensate che idioti che sono in Francia, prima di prendere decisioni riguardanti l'interesse comune fanno dgli studi per valutare meglio le eventuali restrizioni da applicare.
Certo che noi abbiamo una bella fortuna, risparmiamo un sacco di soldi per questi studi superflui grazie al Verbo dello Scienziato non-oil e del suo Discepolo prediletto che riescono sempre a determinare le giuste soluzioni (numeri chiusi, tasse etc..) senza bisogno di null'altro che la loro favolosa sensibilità ambientale.

Dario.Pozzi

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