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Il trasporto marittimo dei rifiuti e la situazione a Rosignano !

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Il trasporto marittimo dei rifiuti e la situazione a Rosignano !

Messaggio  Gimmi Ori il Dom Gen 30, 2011 12:36 am

http://www.tenews.it/visualizzazione/articolo.asp?IdArticolo=35838

TOREMAR
PERIA SODDISFATTO DEI CONTENUTI DELLA PRIVATIZZAZIONE
" io sarei molto soddisfatto se raggiungessimo l’obiettivo di arrivare ad un prezzo simbolico per il trasporto marittimo dei rifiuti "

La situazione alla discarica di Scapigliato Rosignano dove vengono conferiti anche i rifiuti elbani da ESA S.P.A.


http://angelaporciani.altervista.org/i-debiti-di-rea/

chi è stato raggiunto da decreto ingiuntivo, come Elbana Servizi Ambientali che con 2.338.926 euro è la più indebitata

http://angelaporciani.altervista.org/se-la-miniera-d’oro-fa-acqua/

IL TIRRENO, 22 ottobre.
Meno immondizia, sballa il bilancio del Comune. Rispetto alle previsioni mancano all’appello quasi dieci milioni

Quando l’estate arriva, la brezza notturna porta puzzo e non refrigerio. Il cattivo odore avvolge le strade, impregna le case di Castelnuovo della Misericordia, attraversa porte e finestre aperte, oltraggia i recettori olfattivi degli abitanti. È così da lustri: gli impianti di captazione, moderni e costosi, hanno ridotto il problema senza eliminarlo.

La storia va avanti da almeno 25 anni, da quando Scapigliato smise di essere il ricettacolo paesano di rifiuti per diventare una discarica regionale, autentica miniera d’oro nell’epoca attuale, in cui gli scarti si moltiplicano con progressione proporzionale al numero di quanti non li vogliono. Fino al 2009 fruttava al Comune di Rosignano una media di 23,5 milioni all’anno, regolarmente iscritti in bilancio, utilizzati per rifare strade, piazze, arredo urbano, per aprire mostre costose e animare cartelloni teatrali con pochi spettatori. Ma a inizio 2010 la cuccagna è finita. Il Comune ha dovuto rivedere al ribasso le previsioni per il mancato incasso di 9,5 milioni di euro, adottando una manovra correttiva.

Il calo. I primi segnali che nulla sarebbe stato come prima, si ebbero già nel 2009, quando la crisi innescò una riduzione di consumi: meno acquisti, meno scarti. Un trend che, tradotto in rifiuti, fa 20mila tonnellate in meno. Ma la vera mazzata è arrivata dai Comuni di Lucca e di Firenze, attraverso i complicati meccanismi degli Ato (acronimo di ambito territoriale ottimale) che entro la fine di quest’anno scompariranno per decreto governativo. Proprio l’Ato della costa, a fine 2009 ha stabilito che Lucca avrebbe dirottato le residue 20mila tonnellate di spazzatura (nel 2008 erano 50mila) nel vicino impianto di Pioppogatto, per evitare costosi viaggi verso sud e spendere in casa propria buona parte dei 130 euro a tonnellata di Scapigliato, dove si fa la preselezione.

Firenze.
A questa tariffa, Firenze ha trovato più conveniente trasportare le sue 35mila tonnellate di spazzatura nella discarica di Legoli, vicino a Peccioli, dove in media lo smaltimento (senza preselezione) costa poco più di 80 euro a tonnellata. Eppure, ricorda l’assessore alle finanze del Comune di Rosignano, Gennaro Tudisco, «avevamo messo a disposizione la nostra discarica su sollecitazione dell’Ato centro-Toscana». Fu un gesto di solidarietà verso Firenze, sottolinea Tudisco, che non sapeva dove smaltire quasi 200mila tonnellate di rifiuti.

L’Ato costa se ne fece carico e adottò una delibera con la quale definiva che a Scapigliato sarebbero finite 35mila tonnellate d’immondizia fiorentina. Mai arrivate a destinazione, però: la delibera non è stata recepita dall’Ato a cui era destinata, quello della Toscana centrale. Perché nel frattempo, in epoca di tagli alle finanze dei Comuni, il conferimento a Peccioli è stato valutato più conveniente: poco più di 80 euro contro i 130 di Rosignano.

Il deficit. Tudisco spiega che il mancato arrivo della spazzatura da Firenze e Lucca, 55mila tonnellate in tutto, rispetto al bilancio di previsione 2010 ha determinato un introito inferiore di circa 7 milioni di euro il quale, se aggiunto a quello derivante dalla riduzione dei volumi causata dalla contrazione dei consumi, dà un totale di 9 milioni e 470mila euro. «La nostra manovra – spiega l’assessore – esclude tagli ai servizi. Ma tra avanzo di amministrazione e Iva pagata in meno a causa dei conferimenti ridotti, siamo riusciti ad attenuare le conseguenze. Ne hanno però risentito gli investimenti in discarica». Evento davvero imprevedibile? «Era un dato standard – conclude -. Il bilancio di previsione è stato fatto con quei 23,5 milioni il cui arrivo era consolidato da anni».

L’esposto. Dal consiglio comunale, il confronto politico si sposta nelle aule di giustizia. Francesco De Bari e Angela Porciani, capigruppo della lista civica “Il Cambio” e di “Rosignano democratica e socialista” hanno presentato un esposto alla procura della Repubblica di Livorno e alla Corte dei conti, chiedendone l’intervento. I problemi di bilancio, per i due consiglieri di minoranza, s’intrecciano ai mutamenti nella compagine sociale di Rea, composta per il 69% da soci pubblici e per la rimanente da privati. L’esposto, scattato dopo che Enerambiente è subentrata a Slia tra i soci di Rea, invita gli inquirenti ad avvalersi di indagini fatte dall’antimafia di Napoli.

Il futuro. In attesa che la procura e la corte dei conti decidano se procedere o meno, a Rosignano si prova a immaginare un futuro senza il fiume di denaro proveniente da Scapigliato. Impresa difficile, per un Comune mai abituato a stringere la cinghia. Soprattutto ora che anche Rea ha cessato di essere il miracolo societario degli anni scorsi: i comuni che sono passati dalla tassa dei rifiuti alla tariffa (Cecina e Collesalvetti) non hanno ancora approvato il contratto di servizio e, nel complesso, devono versare nelle casse della società oltre 7,5 milioni di euro.Esa, l’azienda che raccoglie i rifiuti elbani, è in ritardo con i pagamenti e ha un debito di 2,3 milioni, escluso il dovuto per il trimestre tra ottobre e dicembre di quest’anno. Insomma, anche Rea è in rosso per oltre dieci milioni, in attesa che i crediti arrivino in cassa. Nonostante il quadro fosco, l’assessore all’ambiente Daniele Donati pensa agli investimenti da fare, a partire dal nuovo impianto di compostaggio in fase avanzata di progettazione: costo a partire da 25 milioni, che serviranno a prolungare la vita dell’impianto altrimenti limitata a cinque anni.

A Rosignano sanno che senza spazzatura si vive male. E cercano d’attrezzarsi, consapevoli dei guai di quella Toscana che non sa smaltire la propria immondizia.
http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2011/01/26/LR3PO_LR303.html

Cda Rea, intervenga il sindaco

26 gennaio 2011 — pagina 04 sezione: Cecina
ROSIGNANO. Due nuove interrogazioni in cui si chiede di fare luce sulla questione rifiuti. Le ha presentate il consigliere Angela Porciani di Rds. Con la prima, sull’assetto societario di Rea, si chiede al sindaco se
intenda chiedere le dimissioni dal cda della società di Stefano Gavioli come già fatto per Faggiano.


Ma soprattutto si domanda a Franchi «come intende affrontare politicamente queste ripetute trasformazioni societarie (del socio privato di Rea) anche alla luce delle decisioni del Comune di Napoli che è riuscito, grazie all’attuazione di un protocollo sulla legalità, ad estromettere definitivamente tali soggetti dal loro circuito». Porciani fa riferimento al fatto che Enerambiente (socia di Rea) è diventata Enertech srl dai primi giorni di agosto e che la stessa Enerambiente «risulterebbe raggiunta da un’interdittiva antimafia proveniente dalla prefetura di Venezia». Un provvedimento che avrebbe «comportato la risoluzione contrattuale da parte del Comune di Napoli» con la società che gestisce la raccolta dei rifiuti.


Essendo Stefano Gavioli amministratore di Enerambiente ed oggi di Enertech e siedendo, lo stesso, nel cda di Rea in rappresentanza del socio privato, Porciani chiede al sindaco valutazioni sulla sua permanenza in Rea.

Nell’altra interrogazione Porciani pone i riflettori sulla Redeco Spa di cui Rea Spa è socio di maggioranza. «Considerato quanto sostenuto dai vertici Rea in commissione consiliare del 6 ottobre - scrive Porciani - secondo cui i debiti di Ecomar nei confronti di Rea saranno sanati mediante un piano di rientro sostenibile da parte dell’azienda creditrice e l’acquisizione del 24% delle quote Ecomar in Redeco a parziale compensazione, arrvando quindi al possesso del 100% di Redeco», il consigliere chiede di conoscere la situazione economica di Redeco, a che punto è l’acquisizione delle quote Ecomar in Redeco da parte di Rea e se attualmente il cda di Redeco è ancora in carica.

Gimmi Ori

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